

Un raviolo che racchiude l’anima del risotto alla milanese in un boccone sorprendente. Così è nato questo piatto: un guscio di pasta fresca leggera e setosa, realizzata con farina di riso, con un ripieno cremoso e saporito, a base di carne di ossobuco e verdure, e al centro un tuorlo fondente di quaglia. Il tutto servito con una riduzione al burro, zafferano e brodo, una cialda croccante di Parmigiano e un tocco finale di midollo. La mia cucina nasce dalla voglia di trasformare ingredienti semplici in piatti sorprendenti, senza sprechi e con tanto sapore. Amo reinterpretare la tradizione in chiave creativa, rendendo ogni ricetta un'esperienza di gusto unica. Così è nato il mio Raviolo alla Milanese: un’idea che ha preso forma mentre preparavo il brodo di carne. Mi sono chiesta: "E se il risotto alla milanese diventasse un raviolo?" Ed ecco il risultato! Un raviolo che racchiude il cuore del celebre piatto lombardo, con un ripieno ricco e saporito e un tuorlo fondente che esplode al taglio. 100 g di farina di riso 100 g di farina 00 2 uova 1 filo di olio extravergine d’oliva 150 g di carne cotta di ossobuco. Quella usata per fare il brodo. (solo la parte magra) 50 g di Grana Padano grattugiato. (oppure Parmigiano Reggiano) 50 g di verdure cotte del brodo ben scolate. (carota, cipolla, sedano, ben scolate) Sale e pepe q.b. 8 tuorli di uova di quaglia 200 ml di brodo di carne 25 g di burro (freddo, a cubetti) 1 bustina di zafferano (oppure 0,1 g di pistilli messi in infusione) Pepe nero q.b. (facoltativo) 30 g di Parmigiano grattugiato (per le cialde) Trita finemente la carne dell’ossobuco insieme alle verdure del brodo. Aggiungi il Grana Padano, regola di sale e pepe e mescola fino a ottenere un composto morbido ma compatto. Conserva in frigo. In una ciotola unisci le due farine, crea una fontana, aggiungi le uova e un filo d’olio. Impasta fino a ottenere un panetto liscio. Copri con pellicola e lascia riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Stendi la pasta in sfoglie sottili. Disponi sulla sfoglia delle cucchiaiate di ripieno, creando al centro un incavo. Inserisci delicatamente un tuorlo di uovo di quaglia in ogni nido di ripieno. Copri con un’altra sfoglia, sigilla bene con le mani facendo uscire tutta l’aria. Taglia i ravioli con un coppa pasta da 6 cm. Metti il brodo in un pentolino e lascialo sobbollire fino a ridurlo a circa 120 ml. Aggiungi lo zafferano, mescola bene. Togli dal fuoco e manteca con il burro freddo a cubetti, mescolando energicamente fino a ottenere una salsa lucida. A piacere, aggiungi un pizzico di pepe nero. Disponi il Parmigiano su carta forno formando piccoli dischi. Cuoci a 180°C per 4-5 minuti finché dorati. Lascia raffreddare. Riscalda leggermente il midollo già cotto (basta qualche secondo al microonde o in padella), fino a renderlo cremoso. Porta a bollore abbondante acqua salata. Cuoci i ravioli per 2-3 minuti al massimo. Scola con delicatezza. Versa un cucchiaio di riduzione al centro del piatto. Adagia il raviolo, aggiungi una cialda di Parmigiano spezzata e completa con una piccola quantità di midollo. Servi subito. Il ripieno deve essere ben compatto per sostenere il tuorlo, quindi assicurati che sia ben tritato e asciutto. Ricorda! Divertiti e nulla sarà impossibile.
IL MIO RAVIOLO ALLA MILANESE
Un piatto elegante e ricco di gusto, che nasce – come spesso accade in cucina – da un’intuizione improvvisa. Mentre preparavo il brodo di carne con ossobuco, ho pensato: “E se trasformassi il risotto alla milanese in un raviolo?”
Un’idea che unisce tradizione e creatività, come piace a me: meno grassi, più sapore, tanto cuore. INGREDIENTI (PER CIRCA 8 RAVIOLI GRANDI)
PER LA PASTA FRESCA
PER IL RIPIENO (250 g circa)
PER IL RIPIENO DI TUORLO FONDENTE
PER IL CONDIMENTO
PER COMPLETARE
PROCEDIMENTO
1. Prepara il ripieno
2. Prepara la pasta fresca
3. Forma i ravioli
4. Prepara la riduzione
5. Crea le cialde di Parmigiano
6. Scalda il midollo
7. Cuoci i ravioli
8. Impiatta
I CONSIGLI EXTRA DI ALESSANDRA
Se provi la ricetta, scrivimi! Mi piacerebbe vedere la tua versione del raviolo alla milanese.
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